Se Mi Dici Pollo Fritto, il nuovo libro per bambini della Multimage

Uscirà per Natale il nuovo libro per bambini edito dalla Multimage, “Se mi dici pollo fritto”, un racconto in rima sull’importanza del linguaggio e il peso delle parole. Abbiamo posto cinque domande all’autrice, Francesca Fiorentino.*

Gherardo, il protagonista di “Se mi dici pollo fritto”, è un ragazzo come tanti, che dice cose che forse non pensa, ma soprattutto non pensa a quello che dice. Questo comportamento può causare sofferenze nell’altro ma anche essere sintomo d’insicurezza. Come ti è venuta l’idea di scrivere questa storia?

Come mamma di una bambina di quasi 6 anni ho un osservatorio privilegiato: il parchetto dove si ritrovano i bambini dopo la scuola. E’ stato  proprio grazie all’osservazione quotidiana delle loro interazioni  che ho potuto constatare come certe dinamiche possano sfociare nella prevaricazione e  da li,  se mal gestite, portare i protagonisti ad agire nel corso del tempo  secondo i ruoli classici di “vittima” e di “bullo”,  etichette che diventano   poi difficili  da scrollarsi di dosso  con le conseguenze che ne possono derivare in termini di identificazione nel ruolo .

Tutti noi abbiamo certamente conosciuto qualcuno come Gherardo, a scuola, in famiglia o nel mondo del lavoro. La tua è una favola per bambini, ma quali sono gli altri lettori a cui ti rivolgi?

La gestione di una relazione di solito  non viene insegnata  né a scuola né a casa. È qualcosa che si da per scontata, qualcosa di “naturale”,  che viene da sé, e che nel corso degli anni ci potrà dare soddisfazioni più o meno grandi  o delusioni più o meno cocenti. Questa storia vuole invece essere un’opportunità per grandi e piccini per comprendere come sia possibile una gestione competente ed  efficace delle relazioni  consentendoci  di essere timonieri del vascello e non zattere in balia della tempesta.

La favola affronta con umorismo e leggerezza situazioni che in realtà possono avere delle conseguenze negative durevoli nella vita di una persona. Il finale positivo lascia però intendere che si può cambiare strada facendo. Che relazione c’è tra il tuo passato impegno di psicologa al carcere minorile e questa favola?

Diciamo che in carcere ho conosciuto tanti Gherardo a cui non era mai stata concessa l’opportunità di riscrivere la propria storia  al di la del ruolo di “cattivo”. Il processo penale minorile italiano è  invece un meraviglioso strumento, teorico e pratico, che aiuta i ragazzi a provare nuove strade ed altri ruoli.

Il linguaggio dà forma alla realtà. Il modo in cui parlo, descrivo, immagino, definisce il mio modo di essere e di relazionarmi con gli altri e il mondo. In sostanza, il linguaggio è politica, il linguaggio produce o distrugge la cittadinanza. In tempi in cui la parola si è fatta piccola piccola per entrare in sms e tweets, che rapporto vedi tra la tua storia e le relazioni sociali e politiche contemporanee?

La storia di Gherardo vuole richiamare l’attenzione sul fatto che cercare un colpevole a tutti i costi non è sempre una grande strategia. Certo rende più semplice l’analisi della realtà che ci circonda ma questo se da un lato può risultare molto rassicurante dall’altro rischia di farci impantanare nella dinamica “vittima-colpevole”. Penso dunque che ritornare ad accettare  la complessità dei fatti in cui siamo immersi rinunciando ad analisi semplicistiche sia un primo passo per mettere in atto un cambiamento che ci può portare a riappropriarci del benessere nostro e della comunità in cui viviamo.

Questo è il tuo secondo libro per bambini, dopo “Storia di Cristallo di Neve” (Valentina Edizioni), che tratta della fecondazione eterologa. Qual è il tuo prossimo progetto?

Il prossimo libro parla dell’inquinamento del nostro pianeta con i rifiuti di plastica. È la storia di una bambina e di una balena che compiono un viaggio impressionante e indimenticabile  nella profondità del mare. È un pugno nello stomaco di cui forse abbiamo tutti bisogno prima che sia troppo tardi.

*Francesca Fiorentino, di formazione psicoterapeuta e psicologa giuridica, collabora da 10 anni nell’azienda di famiglia.  È ritornata dal 2015 a dedicarsi alle tematiche a lei più care  attraverso la scrittura di testi per  l’infanzia rivolti ai bambini e a coloro che se ne prendono cura, all’interno di un progetto nato in collaborazione con la Cooperativa Sociale “Dialogica- Laboratorio di Promozione della Salute” di cui è anche socia fondatrice.

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Erica Lucchi
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