Apriamo le danze a Friburgo / We begin the dance in Freiburg

Friburgo m’accoglie con una luce d’autunno calda e lucente che slancia ancor più il campanile gotico del suo Duomo. Mi mescolo al ritmo movimentato ma calmo di questa perla della Foresta Nera. Sui ciottoli dei suoi vicoli, residenti e turisti si affaccendano: oggi è giorno di mercato. Sono rapito da colori e profumi che si animano al passaggio dei raggi di sole che filtrano tra i vicoli sinuosi.

10:45, appuntamento alla Biblioteca Comunale. Aspetto Alessandra del Centro Culturale Italiano. E’ lei che oggi mi permette di sfogliare per la prima volta le pagine di “Un Amico Inatteso” davanti a lettori curiosi di scoprire l’amicizia tra Vera e Leo.

C’è molto viavai in Biblioteca. Famiglie, ragazzi, senior. Un’atmosfera accogliente. Alessandra mi saluta con un sorriso: “Ci diamo del tu?”. La seguo arrampicandomi sulle scale che ci portano in una sala mansardata. Qualche tavolo e una moquette blu che per un’ora diventerà una foresta di accenti e storie venute da lontano.

Arrivano i protagonisti: Judith, Valeria, Lorenzo, Marli. Rompiamo il ghiaccio. “A chi piacciono i ragni? A chi le formiche?”. A Marli non piacciono ne’ gli uni ne’ le altre. Gli altri tacciono per adesso.

Comincio a raccontare come è nata la storia, leggiamo le prime righe. Sull’altalena e lo slittino ci vogliamo andare tutti! Ma all’arrivo della formica soldato vedo i primi visetti corrucciarsi. Qui la storia si complica. Judith non ci sta e vuole che Leo aiuti Vera. Andiamo avanti. Pagina dopo pagina i visetti si rischiarano, fino ad arrivare al sollievo finale.

E qui entrano in gioco i grandi con domande, sorrisi, idee. Li ho incontrati soltanto qualche minuto fa, ma mi sento già in famiglia. Ci alziamo dal pavimento, ci scambiamo contatti e ci diamo appuntamento a un prossimo evento.

Anche questo è il bello della letteratura.

Freiburg welcomes me with warm and bright autumn light that soars even more the Gothic bell tower of its cathedral. I mingle with the bustling but calm pace of this pearl of the Black Forest. On the cobblestones of its streets, residents and tourists are busy: Today is market day. I am enraptured by colours and scents that come alive at the passage of sunbeams filtering through the sinuous streets.

10:45 am: rendezvous at the Public Library. I am waiting Alessandra from the Italian Cultural Centre. It is her that today, for the first time, allows me to leaf through the pages of “An Unexpected Friend” in front of readers curious to discover the friendship between Vera and Leo.

There is much coming and going in the library. Families, children, elderly. A friendly atmosphere. Alessandra greets me with a smile: “Let’s call us by name”. I follow her and climb the stairs that lead us in an attic room. A few tables and a blue moquette that for an hour will become a forest of accents and stories from afar.

The protagonists arrive: Judith, Valeria, Lorenzo, Marli. Let’s break the ice. “Who likes spiders? Who likes ants?”. Marli does not like either of them. The others remain silent for the time being.

I begin to the origin of the tale and read the first few lines. We all like to play on the swings and go sledding! But as the soldier ant arrives, the first little faces frown. Here the plot gets complicated. Judith does not like prejudices and wants that Leo helps Vera. We move on. Page after page, the little faces return bright, until we get to the final relief.

And here adults come into play with questions, smiles, ideas. I have met them only a few minutes ago, but I already feel at home. We get up from the floor, we exchange contacts and we hope to see each other at an upcoming event.

That’s also the beauty of literature.

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